La Rabbia
 
Autore: Andrea Alessandro Di Carlo
Casa editrice: Nda Press

Recensione:

La scrittura di Andrea Alessandro Di Carlo è senza respiro: bisogna immergersi dentro, lasciarsi portare a fondo dal ritmo sincopato delle frasi, dalla vertigine delle associazioni, dall’overdose di immagini, di parole, di pensieri, di emozioni. Leggere “La rabbia” significa sprofondare nella sensibilità del suo autore, senza filtri; vediamo così scivolare davanti ai nostri occhi, come dai finestrini dell’autobus, una città metropolitana con tutte le sue contraddizioni: i negozi di alta moda e le bancarelle degli immigrati, la “famigliola felice a spasso con cane” e le “masse di neopunk” che “si spostano compatte”. Una città che non viene mai nominata e che tuttavia risulta riconoscibilissima nella descrizione di quegli spazi che fanno parte forse troppo stereotipicamente dell’immaginario comune di chi ci ha vissuto: Bologna con la sua via Farini, con i bar di via Irnerio, gli spacciatori di fumo in piazza Verdi, i viali con le puttane. Poi ancora la Bologna universitaria, quella delle file in segreteria, dei ricevimenti dei professori, delle dritte e delle conoscenze che ti fanno andare avanti, delle sale studio e delle biblioteche, delle pause caffè e sigaretta, degli esami da dare; infine la Bologna dei locali notturni con la musica ad alto volume che ti impedisce di parlare. E’ da questa Bologna tantalica che emerge l’urlo di rabbia di Di Carlo, l’affermazione del suo punto di vista di outsider. E’ il grido di un uomo alla ricerca della propria identità, del proprio posto nel mondo, nella società, nonostante il rigurgito per la realtà che ha attorno, per la sua stessa incapacità di trovare una via di fuga.

L’inquietudine, il senso di soffocamento, l’attesa di segnali che non arrivano: l’occhio si fa cinico, descrive il mondo “rivoltato come in uno specchio”, proprio come questo oggetto-libro che si può leggere anche a rovescio nella traduzione in francese, anch’essa accompagnata dai disegni rabbiosi di diciotto illustratori (fumettisti, pittori, artisti del visivo) della scena bolognese e marsigliese, ognuno dei quali impegnato a esprimere con il proprio stile il concetto di rabbia.

L’incontro tra il testo e il disegno completa l’indagine compiuta su questo sentimento, su questo arrovellamento senza fine, espresso tramite una brusca caduta nella realtà più becera per sottolineare proprio la distanza che ci separa da quella noia quotidiana fatta di gesti ripetuti, da quel concentramento indistinto di cose e di facce (come nei disegni di Blù), da quel corteo di automi, di “uomini con i cartellini di riconoscimento” che avanzano distratti verso il nulla.


Simona Dell’Aquila


a cura di Simona Dell'aquila
 
     
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