Sdraiami
 
Autore: Berarda Del Vecchio
Casa editrice: Castelvecchi

Recensione:

 

Prima di tutto tentiamo di dare una collocazione a questo libro, sapete io sono un uomo che ama fare le classificazioni! Uno di quelli che tenta di catalogare una canzone e i dischi fino alla paranoia. (Ma questo disco è post-grunge o indie rock) In questo caso ci provo con questo libro.

“Sdraiami” è un libro che si divide tra l’autobiografico e il psicologico – filosofico.

 Autobiografico perché, Berarda ci racconta della sua vita fin dai primordi amorosi e degli uomini che ha incontrato. Ammetto che certe parti del libro mi hanno rammentato le discussioni, fate con diverse amiche, dei loro uomini, e quindi mi sembra che Berarda sia nient’altro che una di esse. Essendo quasi una ragazza della stessa età mi è sembrato di ripercorrere la mia gioventù dall’altra parte della barricata cioè dalla parte delle ragazze.

 

Psicologico – filosofico… Addirittura filosofico. Sì, perché Berarda ci designa lo Sdraiami – pensiero. Questa visione in cui le donne si lamentano dell’uomo inconcludente di oggi. Quelle donne sicure di sé che vediamo in “Sex and the City” che incontrano questo uomo spaurito che al ristorante sa solo raccontare delle sue precedenti relazioni finite male oppure dei problemi che ha sul lavoro/ in famiglia. Quelle donne che guardano i vecchi film con Cary Grant oppure Clark Gable e dicono:

 

“Quelli, sì, che sono veri uomini”.

 

“Quelli come loro sanno come trattare una donna”.

 

Bisogna fare una ammissione di colpa da parte di noi uomini: è vero siamo cambiati!!!

I telegiornali ci dicono che oramai la cosmesi maschile rivaleggia con quella femminile e vedi uomini, che una volta avrebbero letto quotidiani finanziari che ora leggono Vogue Uomo per capire le tendenze per il prossimo autunno-inverno. Ma gli uomini di oggi non sono nient’altro che il risultato di una evoluzione sociale che deriva soprattutto dall’avvento della parità dei sessi. Non dico che la parità dei sessi sia stata deleteria ma ha portato dei cambiamenti positivi, e anche contraccolpi che non erano stati calcolati. Il rafforzamento dell’immagine della donna ha portato ad un indebolimento dell’uomo, ogni azione ha una reazione uguale e contraria ci diceva il buon vecchio Newton e anche se sembra un po’ riduttivo è quello che è successo.

Forse è ora che siano le donne a “sdraiare” noi uomini. Stiamo diventando probabilmente il sesso debole, ma questo non è ancora detto ci sono ancora molti uomini che riescono a tenere testa le donne e non sono quegli uomini profitterol, di cui parla e sogna Berarda, ma sono quegli uomini che delle donne se ne fregano. Sono quegli uomini per cui le donne perdono la testa i cosiddetti “stronzi ma irresistibili”. Quelli che si fanno venire a prendere a casa e a casa neanche ci sono perché si sono ricordati di avere la partita di calcetto con gli amici e non si sono presi neanche il disturbo di dirtelo. Non sono sicuramente quelli, che si sono procurati i biglietti per lo spettacolo di teatro sperimentale, che sanno che tu adori. Non sono quelli che cucinano per te tutto il giorno e tu all’ultimo momento telefoni perché la tua migliore amica ha appena avuto un trauma sentimentale, e cioè ha dato un ultimatum al suo istruttore di meditazione trascendentale con cui esce da un paio di mesi, anche se è risaputo che lui che ha una moglie e un treno di figli lungo come l’Orient Express, e lui come tutta risposta si è fatto anche l’altra amica che frequentava il corso.

Forse non ci sono più gli uomini che ti sanno “sdraiare” al momento giusto ma ci sono uomini che ti sanno coccolare e che ti sanno ascoltare ma che a modo loro sanno far cantare le molle del letto.

Psicologico perché ammettiamo che Berarda ha incontrato dei veri casi clinici che neanche il miglior Freud sarebbe riuscito a sanare. Il caso del fidanzato no limits ne è un esempio da cartella clinica.

Concludo, dicendo che la parte migliore del libro è sicuramente la prima, quella in cui si ripercorrono gli anni 90, a me così cari. Le seconda parte in cui Berarda ci descrive le tipologie degli uomini che ha incontrato diventa un po’ pesante e forse un po’ noiosa.

 Il finale, posso dirlo, è un po’ scontato, potete immaginare tutti come vada a finire un libro scritto da un donna per altre donne, e cioè con il lieto fine.

Posso definire “Sdraiami” come una buona lettura estiva, uno di quei libri che ti fa fare un paio di risate sotto l’ombrellone, e con cui scherzi citandolo o leggendolo insieme agli amici.


a cura di Filippo Fabbri
 
     
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