Recensione:
Donne randagie, sole, ma con orgoglio
"Magnificat Marsigliese", edito da Edizioni Creativa e scritto da Francesca Mazzucato, racchiude tre storie di donne. Donne che amano, amori senza speranza, ma saturi di palpiti e desideri. Tre storie sui corpi, sull'intimità e il dolore: l'anoressia, l'adozione e l'epilessia.
Natalia ha 40 anni, e sogna Marsiglia. Natalia soffre, di sonnambulismo, di attacchi di panico, di tachicardia, di perdita di orientamento. Natalia è talmente magra che dal suo corpo traspare la solitudine. Natalia vomita per sentirsi pura e leggera, accumula oggetti per riempire quel senso di vuoto che alberga nel suo spirito.
Natalia è anoressica, ma non bisogna parlarne, ‘è disdicevole’ dice la madre, ‘è indecente rivolgersi a specialisti in certi posti di provincia’. Natalia sogna, sogna Marsiglia, il suo porto, il mare. Ha poche amiche, la gente pensa che sia un po’ matta, ma lei non prova vergogna, non la conosce. Natalia scrive, realizza test, nastri in cui registra le vite delle donne anziane che popolano il suo vicinato. E poi incontra lei, una donna che lascia cadere qualsiasi cosa dalle tasche, oggetti piccoli e grandi, a volte insignificanti, perché ha il terrore di trovarsi ‘senza niente da perdere’ ed è lei che le fa conoscere il poeta marsigliese Louis Brauquier. Allora Natalia parte, si verso Marsiglia, verso il suo amato poeta… e si nutre di quella città, non più di solitudine.
Randagia e orgogliosa, Natalia è solo una delle tre storie che hanno dato vita al libro “Magnificat Marsigliese” del giovane talento Francesca Mazzucato che con Gianluca Ferrara, direttore editoriale e fondatore di Edizioni Creativa, ha dato il via ad una collana di libri capace di dare casa alla scrittura delle donne senza basarsi su logiche di mercato “Declinato al femminile”. La collana raccoglie storie forti, importanti, capaci di essere specchio del nostro tempo, una produzione letteraria che non ingabbia la scrittura al femminile con generi morti già prima di nascere.
Le tre donne di Magnificat Marsigliese sono diverse tra loro, ognuna ha la sua malattia, ma esiste un fil rouge… la solitudine, l’orgoglio, l’essere randagie, il sapere vivere e sentire la propria intimità ‘lasciando che il corpo ne venga trafitto’.
E quindi si parte per un altro viaggio, destinazione Las Cruces, Mexico. Lì c’è Allison, trent’anni, con tendenze ribelli nate nell’orfanotrofio dove è cresciuta, dove le hanno insegnato che parlare troppo e chiedere produce danni, dove suore senza anima morsicavano l’animo dei piccoli orfani. La solitudine di Allison le riga la pelle di graffi, le mozza il respiro. Solo il fratello la guarda con amore, la strappa via dalla solitudine, solo lui riesce ad abbattere l’armatura che si è creata per proteggere la parte vulnerabile che è in lei. Ma lui va via, sempre, per poi ritornare, forse, ancora e ancora.
E poi c’è l’ultima donna, quella che racconta il grande male, la ‘malattia sacra’, come spesso viene definita: l’epilessia. Un racconto intimo e livido che lascia senza respiro. Dove una casa con un torrente (anche Natalia viveva in una casa con il torrente) e un cigno le ricorda un’infanzia liquida e tenera, dal sapore di biscotti caldi. Ma poi arriva il grande male. Che nell’istante distrugge. Che nell’istante maciulla.
Nel libro ci sono riferimenti alle opere di Samuel Beckett, del fotografo underground americano Kurt Nimmo, a Jean Claude Izzo, a Frabrice Plas, a Louise Brauquier, e a un bellissimo cigno che all'inizio di aprile è volato via dal torrente, si è unito al branco, spingendosi in mare aperto.
Titolo: Magnificat Marsigliese.
Autore: Francesca Mazzucato.
Edizioni Creativa.
Collana: Declinato al femminile.
Prezzo: 10 euro